
Quando si parla di sostenibilità, molte piccole-medie imprese pensano che si tratti di un tema riservato alle grandi aziende. L’esperienza seguita da DREAM presso Metalfil, una piccola realtà manifatturiera specializzata nella produzione di reti e recinzioni attraverso la lavorazione del filo metallico, dimostra invece il contrario: anche una PMI può misurare, organizzare e raccontare in modo serio il proprio impegno ambientale, sociale ed economico.
Il progetto ha riguardato la realizzazione del primo report di sostenibilità volontario dell’azienda. Il percorso è iniziato con un’analisi dei processi interni, per comprendere come l’impresa lavora, quali risorse utilizza, quali impatti genera e quali relazioni intrattiene con clienti, fornitori, collaboratori e territorio.
La riflessione con la Direzione si è anche spinta nel cuore della gestione, affrontando il tema della continuità aziendale. La sostenibilità riguarda infatti anche la capacità di affrontare con consapevolezza il passaggio generazionale, il trasferimento delle competenze e l’evoluzione del modello organizzativo. Tema particolarmente rilevante per una piccola azienda come Metalfil oggi alla seconda generazione.
Il cuore del lavoro è stato la raccolta e l’elaborazione dei dati. Sono stati analizzati i consumi di energia elettrica a partire dalle bollette, integrando anche i dati relativi alla produzione dell’impianto fotovoltaico. Sono stati considerati i consumi di carburante dei mezzi aziendali, del gas naturale e del gas di saldatura. I dati sui rifiuti sono stati elaborati per categoria, permettendo all’azienda di leggerli con maggior chiarezza e metodo.
Un passaggio importante ha riguardato i dati di produzione. Partendo dalle informazioni presenti nel gestionale aziendale, sono stati raccolti ed esaminati i dati relativi ai chilogrammi di acciaio lavorato nello stabilimento di Storo. Questi dati sono fondamentali perché permettono di rapportare e interpretare correttamente i consumi energetici, i combustibili utilizzati e la produzione di rifiuti rispetto ai volumi effettivamente lavorati, costruendo così indicatori confrontabili nel tempo.
Il progetto ha coinvolto anche la catena di fornitura. Ai fornitori sono state richieste informazioni e dichiarazioni sul contenuto di materiale riciclato, avviando un primo percorso di maggiore consapevolezza sulle caratteristiche dei materiali acquistati e sull’impatto lungo la filiera.
Il report è stato anche l’occasione per riportare al centro le persone. Sono stati elaborati gli indicatori relativi al personale, con attenzione a turnover, infortuni e formazione.
Un altro ambito rilevante ha riguardato il valore economico distribuito verso le principali categorie di stakeholder: dipendenti, fornitori, pubblica amministrazione, finanziatori e comunità. In questo modo l’azienda ha potuto raccontare non solo il risultato economico, ma anche il contributo generato e redistribuito nel proprio ecosistema, con una chiave di lettura nuova. Informazioni già presenti in azienda, ma mai lette prima in un’ottica complessiva di sostenibilità e gestione.
Determinante è stato il coinvolgimento della direzione aziendale, che ha scelto di raccontarsi con trasparenza e di impegnarsi in obiettivi di miglioramento.
Il percorso è stato impegnativo, perché in una piccola impresa i dati sono spesso disponibili ma sparsi in diversi strumenti. Tuttavia, proprio questa attività ha dimostrato che anche una PMI può costruire un sistema di rendicontazione efficace, proporzionato alla propria dimensione e utile alla gestione.
Il primo report di sostenibilità ha permesso a Metalfil di affiancare al bilancio economico-finanziario una lettura più ampia della propria performance, da condividere con gli istituti di credito e in generale i propri stakeholder. Ha dato evidenza agli impatti ambientali, al ruolo delle persone, alla relazione con i fornitori, alla distribuzione del valore e alla capacità dell’impresa di guardare al futuro.
Questa esperienza conferma che la sostenibilità non è una questione di dimensione, ma di metodo e visione. Anche le piccole imprese hanno dati, storie e impegni da raccontare.